In questo articolo trovi attività per anziani in RSA pensate per sostenere la socializzazione e stimolare funzioni cognitive con esempi pratici e proposte adatte a piccoli gruppi.
L’importanza della socializzazione per la persona anziana
Lavoro in una RSA e per quanto si possano trovare modalità per mantenere la relazione con la rete di affetti, la persona anziana si trova allontanata dal proprio nucleo familiare; cambiano la routine e la quotidianità e questo può provocare un senso di inadeguatezza e malinconia che, senza un adeguato intervento, può sfociare in isolamento sociale.
Momenti di dialogo e conversazione a livello informale sono alla base della quotidianità ma è necessario strutturare momenti precisi a sostegno della sfera relazionale degli utenti.
Il compito dell’educatore è coinvolgere la persona in momenti di dialogo e conversazione in maniera individualizzata (tramite rapporto 1:1), in micro o in macro – gruppo in modo da sostenere le capacità relazionali e incentivare la socializzazione.
Si possono quindi proporre attività e laboratori che coinvolgano la persona anziana all’interno di un gruppo sociale, sia direttamente che indirettamente. Questo perché oltre alla socializzazione, un’attività può essere in grado di allenare e stimolare altre funzioni cognitive: il linguaggio, la memoria, la decodifica, l’attenzione…

Attività per anziani in RSA: la tombola sonora
La tombola viene proposta nelle strutture per anziani come uno degli strumenti più graditi, in grado di stimolare la socializzazione in diversi modi: le persone solitamente vengono accompagnate al tavolo insieme ad altre, sono curiose di vedere la cartella dei vicini, sono incentivate a “farsi notare” qualora esca un numero che hanno.
Borgione propone una versione alternativa della tombola: la tombola sonora.
Si compone di 12 tavole di legno, ciascuna con 3 fotografie chiare e ben riconoscibili di oggetti conosciuti perché presenti nel quotidiano delle persone: phon per capelli, macchina, aspirapolvere, radio, fulmine… e 40 gettoni rossi in plastica per poter segnare gli oggetti che vengono riconosciuti.
Nel kit è presente un CD che riproduce rumori familiari associati alle immagini delle tavole; il CD contiene 4 tracce in cui i medesimi 36 rumori vengono riprodotti in ordine casuale differente; questo perché la proposta può essere attuata con le medesime persone anche per più manches.
Personalmente ho utilizzato la tombola sonora con un gruppo di 7 anziani del centro diurno della mia struttura. Il consiglio è quello di coinvolgere un gruppo ristretto di persone. In questo modo, la radio attraverso cui ascoltare il CD può essere posizionata al centro di un tavolo condiviso. In questa maniera, potrà essere ascoltata e decodificata da tutti in maniera chiara.
I suoni vengono prodotti per un tempo adeguato ad essere decodificato. Gli anziani saranno quindi coinvolti in un’attività cognitiva di decodifica, riconoscimento, denominazione e associazione audio-visiva. Tutto ciò all’interno di un piccolo gruppo sociale che l’operatore sceglie in base al livello di cognitività. Adatto a persone con una lieve e media compromissione socio-cognitiva.
Obiettivi del suo utilizzo con gli anziani:
Incentivare la socializzazione al fine di prevenire l’isolamento sociale: favorire momenti di socializzazione informali e/o guidati (ad esempio incentivando gli anziani a guardare chi ha la carta contenente l’immagine del suono appena ascoltato, oppure a partire dall’oggetto proporre domande che stimolino il racconto autobiografico).
- Sostenere, mantenere o stimolare le capacità cognitive: decodifica, riconoscimento, associazione, linguaggio (denominazione, espressione verbale)
- Valido strumento per allenare la concentrazione e le capacità attentive

Alternativa di utilizzo: la tombola sonora può essere utilizzata anche con persone con maggiori compromissioni socio – cognitive in maniera flessibile e alternativa.
Possono essere utilizzate le 12 tavole esclusivamente come stimolo visivo per stimolare il riconoscimento di oggetti e la verbalizzazione di parole. A partire dalle immagini e dalla decodifica è possibile proporre domande guidate che stimolino la reminiscenza rispetto un dato oggetto di uso quotidiano. Talvolta, anche senza domande specifiche, è l’anziano stesso a raccontare aneddoti o ad associare all’immagine ricordi personali.
Allo stesso tempo può essere utilizzato il CD dei rumori familiari esclusivamente come stimolo sonoro per allenare una decodifica uditiva senza l’utilizzo di immagini.
In questo modo lavoriamo su funzioni cognitive specifiche a livello individuale, con possibilità di usarlo sia in piccoli gruppi sia in 1:1.
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