Il playful learning è un approccio educativo basato su un concetto semplice: attraverso il gioco, i bambini esplorano, sperimentano, formulano ipotesi e trovano soluzioni, rendendo l’apprendimento più naturale e duraturo.
Contrariamente a quanto molti pensano, non si tratta di “giocare per passare il tempo”, ma di progettare esperienze ludiche intenzionali, capaci di stimolare curiosità e partecipazione attiva.
Cos’è il playful learning
Le radici teoriche del playful learning affondano in correnti pedagogiche ampiamente riconosciute.
- Jean Piaget ha evidenziato come il gioco sia fondamentale nello sviluppo cognitivo, permettendo al bambino di assimilare nuove informazioni e riorganizzare le conoscenze.
- Lev Vygotskij ha sottolineato il valore sociale del gioco, in particolare nel gioco simbolico, dove interazione e linguaggio favoriscono l’apprendimento nella “zona di sviluppo prossimale”.
- Maria Montessori ha riconosciuto l’importanza dell’attività autonoma e manipolativa, proponendo ambienti e materiali che invitano all’esplorazione spontanea.
A queste teorie si aggiungono contributi più recenti, come il learning by doing e le neuroscienze educative, che confermano come coinvolgimento e movimento migliorino attenzione e memoria.
Il playful learning nasce quindi dall’incontro tra pedagogia, psicologia e ricerca scientifica, offrendo un modello educativo efficace e centrato sul bambino.
Playful learning a scuola: esempi di applicazione nella didattica
Nel contesto della scuola, il playful learning trasforma l’apprendimento da un’attività puramente teorica a un’esperienza più coinvolgente: l’insegnante utilizza materiali ed esperienze ludiche per rendere concetti complessi più comprensibili e stimolanti, aumentando attenzione e partecipazione attiva degli studenti.
- Strumenti come il Set laboratorio dei numeri permettono ai bambini di esplorare concetti numerici manipolando serie e quantità.
Set laboratorio dei numeri – Borgione
- Allo stesso modo, Kit didattico pH a colori può essere utilizzato in attività scientifiche ludiche per esplorare i concetti di acidità e reazioni, trasformando un concetto chimico in una scoperta visiva e tattile.
Kit didattico ph a colori – Borgione
- Anche attività linguistiche possono beneficiare del gioco, come con Costruisci la parola, che aiuta a creare parole con un approccio giocoso, stimolando lessico e fonetica. Giochi come Trova e conta combinano matematica e gioco di gruppo, promuovendo cooperazione.
Trova e conta – Borgione
Questi materiali, acquistabili anche con la Carta del Docente, offrono occasioni di apprendimento attivo e divertente, mostrando come il gioco possa diventare un potente strumento didattico per tutte le discipline.
Il ruolo dell’insegnante nel gioco educativo
Nel gioco educativo, il ruolo dell’insegnante cambia ma rimane centrale: non si limita a i contenuti, ma sceglie materiali adeguati e crea le condizioni affinché il gioco diventi occasione di apprendimento significativo; osserva attentamente i bambini mentre giocano, cogliendo segnali, interessi e difficoltà, per intervenire solo quando necessario e nel modo più efficace.
Fondamentale è anche il ruolo dell’insegnante come mediatore emotivo e sociale. Durante il gioco, guida senza dirigere, pone domande stimolanti, invita alla riflessione e favorisce il confronto tra pari, aiutando i bambini a verbalizzare ciò che stanno facendo e imparando.
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