Lo sviluppo del linguaggio nei bambini nello spettro autistico presenta spesso traiettorie eterogenee. Le sfide più comuni riguardano la comprensione e produzione verbale, l’uso pragmatico della comunicazione e l’organizzazione morfosintattica della frase.
In molti casi, infatti, si osservano difficoltà nell’uso funzionale dei pronomi personali, nella flessione verbale e nella capacità di costruire enunciati coerenti. Tali fragilità sono frequentemente associate a deficit nei processi attentivi, nella memoria di lavoro e nell’integrazione sequenziale.
Alla luce di queste caratteristiche, le attività per stimolare il linguaggio nei bambini con autismo risultano più efficaci quando prevedono una strutturazione visiva chiara, un’elevata prevedibilità e una mediazione adulta attenta.
In questo contesto si inserisce l’utilizzo del materiale didattico “Te lo racconto io”, uno strumento pensato per il potenziamento del linguaggio espressivo e recettivo. Il kit si compone di tavole illustrate raffiguranti scene di vita quotidiana e di gettoni magnetici personalizzabili, che permettono al bambino di manipolare concretamente gli elementi della frase (soggetto, verbo, complementi), riducendo il carico cognitivo e favorendo l’integrazione tra canale visivo, motorio e linguistico.
3 attività per stimolare il linguaggio con il supporto visivo
Attraverso una guida graduale da parte dell’adulto, il bambino viene accompagnato alla costruzione di frasi a complessità crescente, con particolare attenzione all’uso corretto dei pronomi personali, alla coniugazione verbale e all’organizzazione sintattica. Le tre modalità di utilizzo previste consentono di adattare l’intervento al livello di sviluppo del bambino, rendendo il materiale flessibile e modulabile nel tempo.
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Descrizione dell’ambiente e dei personaggi (arricchimento lessicale)
La prima attività consiste nel chiedere al bambino di descrivere ciò che vede nella scena, guidandolo nell’osservazione dell’ambiente e dei protagonisti. L’obiettivo è favorire l’espansione del vocabolario e, in particolare, l’uso corretto degli aggettivi qualificativi.
Esempio di mediazione: “Com’è il bambino? È felice o triste?“, “Di che colore è la maglietta?“, “La stanza è grande o piccola?“. -
Individuazione dell’elemento (comprensione verbale)
La seconda attività si concentra sulla comprensione e sull’attenzione visiva. Si chiede al bambino di scansionare la scena per individuare un elemento specifico (oggetto, persona o dettaglio) nominato dal terapista.
Esempio di mediazione: “Riesci a trovare dove si trova la palla?“, “Fammi vedere chi sta dormendo“. Questa modalità permette di lavorare sui concetti topologici e sulla discriminazione visiva. -
Osservazione e rievocazione (memoria e output verbale)
Nella terza attività si lavora sulle funzioni esecutive. Si chiede al bambino di osservare attentamente la tavola per un tempo stabilito, cercando di memorizzare ogni dettaglio della scena. Successivamente, si copre l’immagine e si chiede di elencare (o scrivere su un foglio) tutto ciò che ricorda.
Obiettivo: Potenziare la memoria di lavoro visuo-verbale e la capacità di accesso lessicale senza il supporto visivo immediato.
Oltre al potenziamento linguistico, le attività proposte permettono di lavorare su funzioni cognitive trasversali, quali attenzione sostenuta, memoria di lavoro e ragionamento logico-sequenziale, frequentemente coinvolte nei disturbi dello sviluppo.
Le scene rappresentate, essendo tratte da contesti quotidiani, favoriscono inoltre i processi di immedesimazione e supportano la generalizzazione delle competenze linguistiche in situazioni funzionali e significative per il bambino.
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