Come cambia il movimento quando invecchiamo?
Nella persona anziana si può osservare un decremento progressivo nell’abilità di affrontare le attività di vita quotidiana con una conseguente e necessaria richiesta di dipendenza dal punto di vista psico-fisico e sociale; questo si verifica specialmente nei casi di persone affette da demenza e deterioramento cognitivo.
Una eccessiva vita sedentaria può causare importanti cambiamenti fisiologici e una riduzione delle capacità globali. Anche in persone che si sono sempre tenute allenate e in movimento negli anni, si verifica una diminuzione del movimento durante l’anzianità.
La pratica di attività motoria per anziani che in strutture residenziali è gestita dal servizio di fisioterapia, talvolta in collaborazione con l’area educativo/animativa, rappresenta quindi, nel campo della longevità, un’occasione per stimolare, mantenere e allenare il movimento della globalità del corpo dell’anziano.
Gruppo di anziani seduti in cerchio durante la ginnastica di gruppo con foulard colorati in RSA
L’area motoria attiva l’area cognitiva
Attivare il corpo favorisce la circolazione sanguigna e l’ossigenazione del cervello e contribuisce quindi a mantenere le funzioni mentali attive; allenare il movimento stimola di conseguenza una serie di abilità cognitive, quali:
- la percezione corporea, del proprio corpo e di quello degli altri
- la percezione dello spazio circostante
- la socializzazione con altre persone e quindi l’attivazione di proprietà del linguaggio (comprensione, produzione verbale, comunicazione non verbale)
- la coordinazione oculo-manuale
- la manualità grossolana (in alcuni casi anche fine)
- la stabilità e l’equilibrio
- la reminiscenza attraverso movimenti che mimano attività di vita quotidiana
Nel mio lavoro in RSA come educatrice capita, a me o alla collega animatrice, di affiancare le fisioterapiste nella ginnastica di piccolo gruppo per stimolare, parallelamente al movimento di arti superiori e inferiori, anche tali capacità cognitive.
Utilizziamo in queste occasioni anche alcuni strumenti ludici che possono rendere il movimento più coinvolgente, accattivante e stimolante. Questi possono essere: palle di varie dimensioni, bastoni, cerchi, canestri, birilli, coni e fazzoletti colorati.
Un materiale utile per attivare corpo e mente: i foulard colorati
I Foulards colorati che utilizzo sono di materiale leggero (nylon), semi-trasparente e dai colori vivaci (giallo, blu, rosso, verde) affinché siano ben visibili, specialmente a persone con difficoltà visive e percettive. Il prodotto include 12 fazzoletti della dimensione 70×70, adatti per attività di motricità grossolana e anche, in alcuni casi, per esercizi di motricità fine.
Vediamo insieme alcuni esempi di come utilizzare il prodotto, che si presenta versatile e adatto a più occasioni.
Come uso i fazzoletti?
Durante la ginnastica di gruppo (o individualizzata) posso proporre alla persona anziana le seguenti ripetizioni di esercizi (ogni esercizio deve essere ovviamente adattato alle capacità e ai deficit motori e cognitivi della persona a cui lo propongo) prima con un arto, poi con l’altro:
- tenendo l’estremità del fazzoletto, alzare l’arto in maniera frontale, poi verso l’alto
- tenendo l’estremità del fazzoletto, farlo roteare davanti a sé con ampi cerchi, in entrambi i sensi (orario e antiorario)
- tenendo l’estremità del fazzoletto e il braccio teso davanti, muoverlo in maniera circolare muovendo solo il polso e la mano
- aprire le braccia, tenendole tese, chiuderle davanti a sé passandosi il fazzoletto da una mano all’altra; si può proporre il medesimo esercizio portando le braccia in alto anziché davanti a sé
- lanciare il fazzoletto davanti a sé e recuperarlo con la medesima mano; di conseguenza, lanciare il fazzoletto e recuperarlo con la mano opposta
- porre il fazzoletto sotto alla gamba, all’altezza della coscia, e utilizzarlo come aiuto per sollevare la gamba prima tesa, poi col ginocchio piegato
- far passare il fazzoletto dietro alla gamba
- far passare il fazzoletto tra le gambe mimando il simbolo dell’infinito (o il numero 8), prima davanti e poi dietro

Posso proporre esercizi utilizzando entrambi gli arti superiori nello stesso momento, tenendo entrambe le estremità del fazzoletto:
- tenendo le braccia tese, rotearle davanti a sé mimando la guida al volante
- tenendo le braccia tese con il fazzoletto teso, muoverle nello spazio davanti a sé: quindi davanti, in alto, verso le ginocchia, laddove si riesce anche verso le caviglie
- accompagnare dietro al collo il fazzoletto facendolo passare sopra al capo; con gli arti superiori paralleli al collo muovere il fazzoletto a destra e sinistra mimando un massaggio al collo

Tra gli altri esercizi posso suggerire:
- far fare un nodo o un fiocco, farlo stringere bene e poi incentivare a slegarlo, per stimolare la manualità fine
- passare (o lanciare) il fazzoletto al compagno accanto, in modo da favorire la socializzazione e la collaborazione
- alzare le braccia quando vengono chiamati i colori dei diversi fazzoletti, in modo da stimolare le capacità attentive e la decodifica dei colori
- far indossare il fazzoletto come se fosse un foulard o un velo per capelli come si usava una volta, per stimolare la reminiscenza e le prassie

Un ultimo utilizzo dei foulard colorati è quello di farli piegare e riordinare: attività che quotidianamente propongo al nucleo Alzheimer e che rientra tra le attività occupazionali che ricordano piccole mansioni svolte a domicilio, legate alla cura della casa, degli spazi e degli effetti personali.
L’attività di piega dei fazzoletti, così come per gli indumenti, rappresenta per persone con demenza con presenza di importante affaccendamento un buon modo per attivare la memoria procedurale e prevenire o ridurre la comparsa di eventuali disturbi comportamentali.
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