Che cosa pensa dei regali un papà pedagogista? Ovvero piccola riflessione sul Natale…

Che cosa pensa dei regali un papà pedagogista? Ovvero piccola riflessione sul Natale…

di Roberto Polleri (pedagogista ANPE)

Natale. Una ricorrenza sempre significativa che segna la fine di un anno e, volenti o nolenti, segna con forza il periodo invernale. Per alcuni è una ricorrenza di valore e di fede, per altri un fastidioso rito consumistico; nonostante tutto la ritualità del Natale ci trova tutti, a vario titolo coinvolti. Non mi soffermerò sulle celebrazioni, ma nemmeno su pranzi e cene e sulle teorie che li sottendono ma vorrei affrontare, a modo mio, l’annosa questione dei regali legati a questa ricorrenza.

Ad oltre duemila anni dal giorno in cui è nata questa tradizione, che cosa possiamo regalare oggi a Natale? Non è affatto una domanda semplice, soprattutto in un’epoca di sovrabbondanza di offerta, dove si trova ogni tipo di oggetto e di servizio, dove a questa si contrappone un esponenziale livello di domanda, sempre più avida di nuovi oggetti da possedere. E allora che cosa desidera oggi un bambino a Natale? Forse desidera quello che desidera ogni altro giorno dell’anno, bombardato com’è dalla pubblicità sempre più invadente e sempre più votata a creare bisogni nuovi, talvolta vacui o inesistenti. E sarebbe troppo facile dire “regalate il vostro tempo e la vostra presenza”, tutti e due schiacciati dal frenetico affaccendamento di ogni giorno: questi non sono regali ma doveri quotidiani. E allora che cosa regaliamo quest’anno a Natale? Vediamo di regalare qualcosa che faccia una significativa differenza, che aiuti i nostri bambini, ma non solo loro, a pensare, a ragionare e a utilizzare al massimo le enormi possibilità del dono che è il nostro cervello, troppo spesso appiattite da una società di massa che tende alla sempre maggiore omologazione, alla generalizzazione e soprattutto all’appiattimento del pensiero. In questo senso ben vengano i giochi che favoriscono la relazione, il gruppo, lo scambio, realtà ormai quasi desuete ai nostri giorni. Senza voler fare discorsi passatisti, i gruppi di giovani intenti a pigiare sui tasti o sugli schermi di altrettanti smartphone (che forse poi così “smart” non sono…) in perfetto silenzio, mettono un po’ di tristezza. Al contrario un gruppo di bambini che magari alza anche la voce attorno ad un tavolo mentre è intento a terminare una partita di un gioco in scatola, suscita un’emozione di allegria.

Detto ciò, lungi da me voler fare una crociata contro la tecnologia, tutt’altro, essa ci aiuta e ci supporta ogni giorno facilitando le comunicazioni, gli scambi anche tra luoghi lontanissimi. Ma se ai nostri bambini doniamo un abbraccio, una carezza, un tavolo intorno al quale giocare insieme, delle sane risate, li faremo più felici che non con uno smartphone ultima moda e la loro gioia sarà per noi un impagabile regalo di Natale! E allora cogliamo l’occasione di questa festa per riscoprire la bellezza di fare un regalo controcorrente, per rompere un po’ gli schemi e creare un presente in totale controtendenza.

Chissà che una bella partita ad un gioco di società insieme a figli e nipoti, grandi e piccoli, magari proprio il giorno di Natale non possa favorire la scoperta di una socialità differente e certamente più preziosa!

E con questi piccoli pensieri, a tutti un Buon Natale, davvero…

 

 

 

Photo CC  Brittany Randolph

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